Contratto apprendistato 2016

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Contratto apprendistato 2016

Category : Job News

Il nuovo contratto di apprendistato 2016 modificato con le novità del Decreto Lavoro più conosciuto come Job Act di Renzi, è 

una forma di contratto a tempo indeterminato rivolto a giovani che studiano e che vogliono nel frattempo lavorare e formarsi anche a livello professionale.
Questo tipo di contratto segue una nuova disciplina sia per l’apprendistato professionalizzante che per la formazione.

L’apprendistato è una forma di contratto di lavoro a tempo indeterminato, finalizzato però alla formazione e alla occupazione dei giovani. L’apprendistato dunque consente al giovane di poter svolgere contemporaneamente una mansione all’interno di un’azienda e studiare e frequentare una scuola superiore o l’università al fine di acquisire il titolo di studio. Al conseguimento della qualifica professionale, professionalizzante o di alta formazione e di ricerca, il giovane lavoratore ha avuto competenze direttamente sul campo per tutta la durata della sua formazione e una qualifica, che e potrà essere inserito definitivamente nell’impresa con la sua assunzione a tempo indeterminato.
I benefici e i vantaggi del contratto di apprendistato però, non solo solo verso il giovane ma anche per le aziende e imprese, infatti, il datore di lavoro che assume giovani con contratti di apprendistato ottiene notevoli sgravi contributivi e fiscali a fronte di una retribuzione stabilita dal CCNL e di una formazione professionale sul campo.

Le ultime novità introdotte dal Jobs Act di Renzi, che ricordiamo è entrato in vigore con la pubblicazione del decreto sulla GU del 16 maggio 2014, circa il contratto di apprendistato sono circa 5:
1) Nuovo obbligo per i datori di lavoro che hanno almeno 50 dipendenti di assumere apprendisti per una quota pari almeno al 20%;
2) Per l’apprendistato professionalizzante, è stato reintrodotto l’obbligo per il datore di lavoro di fornire al giovane apprendista sia la formazione professionalizzante che quella pubblica. Ciò significa che la Regione entro 45 giorni dalla comunicazione di stipula del contratto di apprendistato, deve inviare il piano formativo contenente le modalità di svolgimento della formazione trasversale, ossia, delle sedi e calendario delle attività;
3) Per l’apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale, la novità riguarda la specifica sulla retribuzione dell’apprendista che deve essere sempre sulla base del CCNL di riferimento ma che deve anche tener conto sia delle ore di lavoro effettivamente lavorate che delle ore di formazione almeno nella misura del 35% del relativo monte ore complessivo. In altre parole, ai fini di determinazione della retribuzione dell’apprendista, quella del 35% delle ore di formazione deve essere considerata come misura minima;
4) Sempre per l’apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale nelle Regioni e Province Autonome, è prevista la possibilità di stipulare contratti di apprendistato a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali;
5) Introduzione in via sperimentale del contratto di apprendistato studenti scuola superiore introdotto in sede di conversione con l’art. 8bis del D.L. n. 104/2013. Tale programma sperimentale condotto negli anni 2014, 2015 e 2016, si baserà su periodi di formazione in azienda che potranno essere svolti da studenti degli ultimi due anni della scuole secondarie di secondo grado, quindi di 4° e 5° anno scuola superiore. A tal proposito, la legge consente di poter stipulare contratti di apprendistato di alta formazione anche in deroga ai limiti di età di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. 167/2011 (ossia prima dei 18 anni), con particolare attenzione agli studenti degli istituti professionali.

Il nuovo contratto di apprendistato 2016 così come modificato dal Decreto sul Lavoro approvato dal governo Renzi, prevede 3 tipologie di contratto e formazione:
1) Apprendistato per la qualifica professionale per giovani dai 15 anni compiuti fino a 25 anni: è un tipo di forma contrattuale pensata per i giovani che devono concludere il periodo del diritto-dovere di istruzione e formazione, è infatti, rivolto a giovani e adolescenti di età compresa tra i 15 e i 25 anni ed ha una durata massima di 3 anni o di quattro nel caso di diploma quadriennale regionale;
2) Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere: questa tipologia consente al giovane lavoratore di conseguire una qualifica attraverso una formazione sul lavoro. Questo tipo di apprendimento tecnico professionale è rivolto a giovani di età compresa tra 18 e 29 anni mentre bastano 17 anni per le persone già in possesso di una qualifica professionale. La durata contrattuale per questa tipologia di apprendistato non può comunque essere superiore a 3 anni ovvero cinque per le figure professionali dell’artigianato individuate dalla contrattazione collettiva di riferimento. Per quanto riguarda la retribuzione dell’apprendista, per la parte riferita alle ore di formazione, è pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento;
3) Apprendistato di alta formazione e ricerca: la finalità di questa forma di apprendistato è il conseguimento di un titolo di studio di livello secondario, di titoli di studi universitari (compreso il dottorato di ricerca), dell’alta formazione nonché la specializzazione tecnica superiore. I destinatari sono giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, il contratto può essere stipulato a partire dal 18° anno di età. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per l’attività di ricerca, per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione è decisa dalle singole Regioni.

Per legge, i contratti di apprendistato possono essere stipulati con giovani lavoratori aventi età diversa in base alla finalità dell’apprendistato stesso:
Apprendistato per la qualifica professionale – età con diritto dovere all’istruzione: età compresa tra i 15 e i 18 anni;
Apprendistato professionalizzante: età compresa tra i 18 e 29 anni;
Apprendistato diploma ed alta formazione: età compresa tra i 18 ed i 30 anni non compiuti.
La durata del contratto di apprendistato non può essere superiore a 3 anni:
Apprendistato diritto dovere all’istruzione: non più di 3 anni;
Apprendistato professionalizzante: non più di 3 anni;
Apprendistato diploma ed alta formazione: la durata contrattuale è stabilita delle Regioni, di concerto con le associazioni territoriali dei datori di lavoro, le università, gli istituti tecnici e professionali e altre istituzioni formative ecc.

Riguardo alla disoccupazione, questa viene riconosciuta anche agli apprendisti, ai quali è riconosciuto il diritto alla nuova indennità NASPI.

Per quanto concerne la retribuzione, il contratto di apprendistato stabilisce differenze, in base alla tipologia di contratto di apprendistato, alla qualifica da conseguire e al livello di inquadramento. Ai fini di determinazione della retribuzione spettante, si deve far riferimento alla normale retribuzione dei lavoratori qualificati di pari livello ed è progressiva, in generale si parte dal 60% fino ad arrivare al 100% della retribuzione dei lavoratori qualificati di pari livello.
Sempre riguardo alla retribuzione, la legge dà la possibilità al datore di lavoro di inquadrare l’apprendista fino a due livelli in meno rispetto alla qualifica da conseguire e/o di riconoscere una retribuzione pari ad una percentuale di quella prevista per un lavoratore già qualificato, pertanto al lavoratore è riconosciuta una retribuzione che tenga conto sia delle ore di lavoro effettivamente prestate che delle ore di formazione nella misura minima del 35%.

Per quanto riguarda le aziende, il contratto di apprendistato consente al datore di lavoro di assumere e formare giovani ad un costo del lavoro molto più vantaggioso, perché la remunerazione e i costi previdenziali e assistenziali sono ridotti. Per gli apprendisti assunti dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016, le aziende fino a 9 dipendenti che assumono apprendisti hanno uno sgravio contributivo del 100% per i primi 3 anni di contratto e riduzione al 10% della remunerazione imponibile ai fini previdenziali nel successivo quarto anno.
I contributi obbligatori a carico dell’apprendista sono ridotti e sono pari al 5,84% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Per le aziende che assumono apprendisti in mobilità, possono beneficiare di un regime contributivo agevolato, pari al 10% del salario per 18 mesi di contratto + un incentivo pari al 50% dell’indennità di mobilità, se percepita dal lavoratore, per un periodo di 12 mesi (24 se il lavoratore ha più di 50 anni).