Voucher Inps 2016: arriva la tracciabilità

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Voucher Inps 2016: arriva la tracciabilità

Category : Job News

I cosiddetti Voucher Lavoro vengono utilizzati per retribuire le prestazioni di lavoro accessorio ovvero, le attività lavorative di natura occasionale, fino ad un massimo di 7000 euro (al netto per il lavoratore).
Ciascun voucher, che viene emesso online dall’INPS, ha un valore di 7,50 euro nette all’ora per il lavoratore, ed un costo di 10 euro per il datore di lavoro (salvo che per il settore agricolo, dove si fa riferimento al contratto specifico). Tramite questi buoni lavoro vengono garantiti:

  • il compenso per il lavoratore
  • la copertura previdenziale INPS (pensione)
  • la copertura assicurativa INAIL

Il voucher per il lavoro accessorio invece, non dà diritto alle altre prestazioni a sostegno del reddito da parte dell’INPS quali: disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari, ecc.

Il Governo però, dato lo sproporzionato utilizzo dei voucher dal 2013, ha deciso di mettere in pratica alcuni provvedimenti per monitorare da vicino l’uso degli stessi evitando così anche lo sfruttamento improprio di questo strumento che, si sottolinea dovrebbe essere riservato a prestazioni di lavoro Non Continuativo e di importo modesto. E proprio per tal motivo in un comunicato del 22/03/2016 il Ministero del Lavoro ha specificato che:

“I voucher per le prestazioni di lavoro accessorio saranno resi pienamente tracciabili. Le imprese che li utilizzeranno dovranno comunicare preventivamente, in modalità telematica, il nominativo ed il codice fiscale del lavoratore per il quale verranno utilizzati, insieme con l’indicazione precisa della data e del luogo in cui svolgerà la prestazione lavorativa e della sua durata.È quanto prevede una norma inserita nel primo decreto correttivo dei decreti attuativi del Jobs Act che verrà portato all’approvazione in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri.     

Fermo restando il valore positivo dei voucher come strumento per favorire l’emersione del lavoro nero, la norma, che introduce una modalità di controllo analoga a quella già in essere per il cosiddetto “lavoro a chiamata”, punta ad impedire possibili comportamenti illegali ed elusivi da parte di aziende che acquistano il voucher, comunicano l’intenzione di utilizzarlo ma poi lo usano solo in caso di controllo da parte di un ispettore del lavoro.

Questo intervento è il primo e più immediato risultato di due filoni di attività. Il primo è rappresentato dall’attività ispettiva che conferma come le violazioni più ricorrenti in tema di voucher sono rappresentate dall’utilizzo del lavoratore per più ore o più giornate rispetto a quelle dichiarate oppure dal pagamento della retribuzione in parte attraverso buoni lavoro e in parte “in nero”.

Il secondo è costituito da un lavoro di monitoraggio e di valutazione che il Ministero del Lavoro sviluppa su tutte le regole del lavoro e che, nello specifico dei voucher, è stato condotto in collaborazione con INPS ed i cui risultati sono illustrati in un report pubblicato oggi sul sito del Ministero. Un lavoro che proseguirà e si svilupperà anche in futuro, in modo da poter valutare gli effetti di questo primo intervento: alla luce dei risultati, si valuterà la necessità di procedere ad ulteriori interventi.”